Fabrizio Nastari (1990): Tapum*

San Cristoforo (AL) – Sala del Torchio, Casa lunga della piazza del Castello

Nuovo Trio Accord

La composizione prende ispirazione da Tapum, canto alpino legato alla memoria della Prima guerra mondiale, il cui titolo richiama il rumore di un colpo di fucile. L’onomatopea diventa il punto di partenza di un’idea musicale fondata sul rapporto tra l’impatto dello sparo e la sua eco: un suono improvviso e violento, seguito dal riverbero che si propaga nel paesaggio montano. In questa successione si incontrano la concretezza del gesto e la persistenza della sua traccia sonora.

Il tessuto armonico traduce tale immagine attraverso l’alternanza di passaggi volutamente aspri e momenti di maggiore distensione. Le sonorità più taglienti evocano il carattere brusco dello sparo, mentre quelle più distese suggeriscono il suono che si allontana e continua a risuonare nello spazio. Il contrasto tra queste dimensioni costituisce il nucleo espressivo del brano, mettendo in relazione la forza dell’attacco con ciò che rimane dopo il suo manifestarsi.

Il richiamo al canto alpino introduce anche una dimensione storica e collettiva. Tapum porta con sé la memoria di un’esperienza di guerra affidata alla voce e trasmessa attraverso le generazioni. Il riferimento a questo materiale nasce da un legame personale del compositore con la storia del proprio paese e con le forme musicali che ne custodiscono il ricordo. L’eco evocata dal brano può così assumere anche un significato simbolico, suggerendo la permanenza del passato nella sensibilità del presente.

La scelta si inserisce in una riflessione sulla capacità della musica di rappresentare una cultura e un popolo. Come il tango esprime un’appartenenza attraverso un linguaggio riconoscibile, il canto alpino offre qui un materiale nel quale ritrovare una memoria condivisa. La composizione ne raccoglie la forza evocativa e la rielabora attraverso il linguaggio musicale, facendo incontrare il legame individuale con una storia collettiva.