Francisco Pulpillo Chiclana (1997): Mecanismo Radical*

Castelletto (AL) – Chiesa di Sant’Antonio Abate

* Prima Assoluta

Duo Hindemith

Mecanismo Radical nasce con l’intento di evocare il movimento perpetuo e inarrestabile dei dispositivi meccanici, traducendone il funzionamento in un linguaggio musicale fondato sulla ripetizione ossessiva di elementi minimi. La struttura del brano si basa su un principio di ciclicità continua, in cui la percezione del tempo lineare viene progressivamente sospesa a favore di una dimensione ipnotica e reiterativa.

In questa prospettiva, il movimento perpetuo è incarnato dall’alternanza costante della nota Si tra oboe e pianoforte, una sorta di asse sonoro immutabile che attraversa l’intero brano. Questa “traccia” regolare e implacabile viene a tratti interrotta e disturbata bruscamente dall’irruzione di blocchi accordali, che introducono una frattura momentanea nel flusso meccanico. Tuttavia, tali interventi non arrestano il processo: gli accordi si dissolvono gradualmente, venendo riassorbiti nella trama originaria, come se il sistema tendesse naturalmente a ristabilire il proprio equilibrio ciclico.

La continua e inesorabile consecuzione di questi elementi sonori — la pulsazione reiterata e le perturbazioni improvvise — induce nell’ascoltatore uno stato di ascolto quasi trance, analogo a quello generato dall’osservazione prolungata di un meccanismo ciclico in funzione, come il moto regolare di un telaio elettrico o l’ingranarsi incessante delle ruote di un orologio. In questo modo, il brano mira deliberatamente a eludere la percezione tradizionale di inizio e di fine, presentandosi piuttosto come un frammento di un processo potenzialmente infinito, colto dall’ascoltatore in un punto qualsiasi del suo svolgimento.