Emanuele Stracchi (1991): Della declinante ombra*

Pozzolo Formigaro (AL) – Sala Consiliare del Castello

* Prima Assoluta

Francesco Ronzio, sax

Gianluca Faragli, pianoforte

Questa composizione prende spunto da un paradosso percettivo: la rappresentazione di un’ombra che sembra discendere senza fine, declinare ininterrottamente, e che tuttavia non raggiunge mai davvero il fondo. Come in una scala impossibile, il movimento sonoro genera l’illusione di un fluire perpetuo verso il basso – un moto circolare che conduce costantemente al punto di partenza.

Il sax contralto e il pianoforte intrecciano linee scalari e frammenti armonici che si sovrappongono in registri differenti, producendo la sensazione di una caduta senza approdo. Melodie spezzate, triadi e consonanze emergono come figure riconoscibili, ma subito si trasformano in un contesto più ambiguo, dove la chiarezza tonale convive con dissonanze, nuvole di suono e ritmi meccanici.

L’ombra evocata nel titolo è la struttura armonica discendente che soggiace all’intera composizione: essa parte e ritorna a un accordo di do minore che non è mai immobile, ma declina, si frantuma, si dissolve senza mai scomparire. Tutto è sospeso in un ciclo illusorio di luce e oscurità, di gravità e leggerezza.

Della declinante ombra è, di fatto, una sorta di passacaglia postmoderna, con un moto perpetuo ed inspiegabile che declina e non declina mai.